• Scheda del Film Ala de Vita

    • Titolo:   Ala de Vita
    • Durata: 15.32 minuti
    • Immagine : Bianco e nero
    • Sistema:Betacam SP PAL
    • Scritto e diretto da: Gianni Maran
    • Direttore della Fotografia: Nico Gaddi
    • Colonna sonora originale: Ferruccio Tognon e Seba Corbatto
    • Specializzati di ripresa: Giuseppe Tissino (Steadicam) e Claudio Zorzenon
    • Prodotto da: Arte Video Srl - Palmanova (Ud)
    • Le poesie di Biagio Marin : Squeravoli, Omini e mestieri, Nosse in palù, S. Eufemia

    Il Poeta Ispiratore

    Biagio Marin nasce a Grado il 29 giugno 1891 da una modesta famiglia di marinai, proprietaria dell’Osteria alle Tre Corone. La sua formazione culturale matura in diverse città d’Italia e d’Europa, ma la piccola e  povera comunità di pescatori permea l’attività umana e artistica del filosofo e del  letterato.Nel 1985 è candidato al premio Nobel per la letteratura pur scrivendo in un  dialetto, quello gradese , parlato da poco più di novemila anime, in una piccola isola di pescatori. La sua intensa e multiforme vita intellettuale ha termine nella città Natale il 24 dicembre 1985: rimane consegnata all’eternità, la sua Poesia.

    Il Filmato

    L’immagine è poesia: poesia di immagini che emozionano mostrando luoghi e cose difficilmente separabili dalle persone amate e da quel mondo, quel microcosmo che le avvolge: il mare, il vento fra i pini, l’ambra dell’estate e i gabbiani.

    continua ...

    La Critica

    Poche, anzi , rarissime volte le immagini raccolgono il senso della vita di un mondo, di una comunità che nel rispetto dei ricordi si apre al grande mondo.

    continua ...
  • Video "Ala de Vita"

  • La Regia

    Nota Biografica del Regista Gianni Maran :

    Gianni Maran, è nato a Grado nel novembre del 1958 artista nel senso completo del termine: disegna, dipinge, cura le scenografie e si dedica alla regia frutto della maturazione artistica dell’attor giovine. Infatti dopo una brillante presenza quale attore e successivamente scenografo anche per il Teatro stabile del Friuli Venezia Giulia, si dedica alla regia. Inizialmente in alcuni atti unici con il Piccolo Teatro Città di Grado, successivamente nell’ambito del Festival della Canzone Gradese. Una regia che matura e cresce da quella squisitamente teatrale a quella televisiva o da film grazie all’incontro con i cameraman di Arte Video.

    Gianni Maran regista ma soprattutto sintesi artistica tra scenografo e pittore, grande maestro dell’acquerello vero artista che ha il gusto e l’eleganza del pittore
    dalle mani esperte che pennellano una tela trasformandolo in un quadro dai profumi ed i sapori indiscutibilmente veri ma che sono altrettanto indubbiamente reali, vivi, che racchiudono in se stessi il tratto rispettoso della storia, delle tradizioni, dell’arte, della cultura di un mondo semplice e allo stesso complesso, ricco di chiaroscuri ma avvolto dai colori e dal colore che ricorda il battito di ala di gabbiano, un’ala de vita….

    Da un pezzo teatrale L’isola di Biagio Marin del 1991 che diventa un film ( 60 minuti colore PAL Ed Dic. 1991 Produzione Insieme per Baiseto) probabilmente inizia il primo approccio con la telecamera ed il dietro la macchina da presa che si cimenta nel corso del Festival della Canzone Gradese con al strutturazione della serata e dei filmati collaterali.

    Ala de Vita è la sua prima “opera prima“ in bianco e nero, scelta coraggiosa. L’occhio del protagonista principe, il gabbiano ( una sublimazione dell’occhio della macchina da presa) raccoglie impressioni, emozioni in un corto che cura la fotografia ed i particolari come in quadro dove i colori regalano il calore del fermo immagine.

  • Pagina 1

    Vista dall' occhio del gabbiano
    Vista della laguna
    Gli Squeri di Grado
    Artigiano all' opera
    Particolare della preparazione degli elementi
    Piallatore ...
    Particolare di una fase di lavorazione
    Particolare di una fase di lavorazione
    Particolare di una fase di lavorazione
    Particolare di una fase di lavorazione

    Pagina 2

    Squeri
    Particolare di una fase di lavorazione
    Particolare di una fase di lavorazione
    Remi finiti ...
    Batter stoppa
    Batter stoppa
    Prua di barca
    Il Cason
    Il Cason

    Pagina 3

    Reti da pesca
    Particolare della prua della battella
    Forcola reggi remo

    Pagina 4

    Pagina 5

    Pagina 6

  • Musiche

    I brani musicali sono stati curati da due noti musicisti gradesi:

    - Ferruccio Tognon

    - Seba Corbatto

  • Produttori

    Fondata da Claudio Zorzenon e Giuseppe Tissino nel 1993, Arte Video Snc svolge le proprie attivita' nei principali settori multimediali, offrendo servizi Broadcast e professionali ad una vasta gamma di clienti : Aziende, Industrie, Organizzazioni, Privati, ecc..
    L' impegno costante della ns. societa' nella gestione ottimale delle immagini si e' ulteriormente rinforzato grazie ai sistemi digitali MPEG2 4:2:2P@ML(I-Frames).

    I prodotti e le potenzialita' dei ns. sistemi, combinati con l'esperienza del nostro staf, rinforzano la presenza di ARTE VIDEO nel settore della multimedialita' come una delle maggiori societa' nella produzione di filmati, web, cd-rom, ecc. ed evidenziano l'impegno assunto per offrire ai futuri clienti un prodotto globale di altissimo livello.

    L' esperienza accumulata nel corso degli anni nella realizzazione e post - produzione di cortometraggi, spot, film, audiovisivi in genere ha dimostrato che le ns. produzioni sono in grado di ottenere un ampio consenso sia da parte del committente che dall'utente finale, con notevole riscontro da parte delle aziende.

    Per ottenere sempre la migliore qualita' nella produzione e post-produzione, e' neccessaria una costante analisi comparativa delle apparecchiature di ripresa, montaggio e corredo. Le nostre scelte, curate direttamente dai responsabili di produzione, si sono rivelate vincenti; cio' ha permesso all' ARTE VIDEO di rimanere competitiva e sempre all' avanguardia.

    Le produzioni televisive (documentari e film storico/didattici) che i giovani imprenditori della bassa friulana hanno realizzato in questi ultimi anni, hanno ricevuto notevoli riscontri positivi e riconoscimenti. Alcune delle loro produzioni sono presenti al Paul Getty Museum di Malibù (California-USA) ed al museo delle Guardie Reali della Torre di Londra.

    - Claudio Zorzenon e' nato a Palmanova il 14 Aprile 1970, dopo la licenza media ha conseguito una specializzazione tecnica nel settore del comunicazioni; al termine del servizio militare presso il centro trasmissioni di Treviso si inserisce nella realta' delle produzioni video e nel 1993 assieme a Giuseppe Tissino intraprende l'attivita' in proprio come studio di produzione televisivo e multimediale.

    - Giuseppe Tissino e' nato a Udine il 21 Gennaio 1972, ha conseguito il diploma di Perito Industriale Capotecnico settore Informatica presso l' Istituto "G.Galilei" di Gorizia con un punteggio di 46/60; al termine del servizio militare nell'arma dei Carabinieri come operatore CED inizia ad inserirsi nel settore delle produzioni televisive gestite da schede elettroniche basate sull'ausilio di sistemi elettronici ed informatici dedicati. Nel 1993 assieme a Claudio Zorzenon intraprende l'attivita' in proprio come studio di produzione televisivo e multimediale.

  • Fotografia

    La fotografia del film e' stata curata dall' artista gradese Nico Gaddi, che con la sua notevole esperienza ha dato un' impronta significativa all' opera.

  • Contatti

    Arte Video snc

    Contrada Villachiara, 30/H,
    Palmanova 33057 (UD)

    Telefono:
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    +39 0432 923649
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    info@artevideo.net

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  • Il Filmato

    L’immagine è poesia: poesia di immagini che emozionano mostrando luoghi e cose difficilmente separabili dalle persone amate e da quel mondo, quel microcosmo che le avvolge: il mare, il vento fra i pini, l’ambra dell’estate e i gabbiani.

    E’ l’occhio e la sensibilità monocromatica del gabbiano, apparentemente incapace di distinguere il colore ma padrone assoluto di tutte le piccole sfumature artistiche a condurci con “L’ala de vita” in questo viaggio nel microcosmo lagunare Grado, l’isola di Grado è un paesaggio letterario grazie alla lirica di Biagio Marin che guida il racconto in tappe obbligate, e che ne ha fatto un mito poetico. L’occhio del regista entra in quello del gabbiano.

    Antichi mestieri, secolari atteggiamenti, intuizioni tradotte in una gestualità tipica di chi ha vissuto nell’isola, come un eternauta nel mondo lagunare che è quiete, rallentamento, inerzia, pigrizia, e disteso abbandono, silenzio in cui a poco a poco s’impara a distinguere le minime sfumature di colore e di rumore. Ore che si passano senza scopo e senza meta come le nuvole; perciò è vita come le nuvole, perciò è vita, non stritolata dalla morsa di dover fare, di aver già fatto e già vissuto – vita a piedi nudi, che sentono volentieri il caldo della pietra che scotta, e l’umido dell’alga che marcisce al sole.

    L’acqua - mare e laguna – è vita e minaccia la vita, sgretola, sommerge, feconda irrora, cancella. Questa è la laguna che permea il racconto attraverso l’occhio del gabbiano: il gabbiano reale padrone assoluto del microcosmo lagunare.

    Se ne stanno austeri ritti sulle briccole, quei pali di legno infissi nel fango che indicano la rotta, con il becco sempre nella direzione del vento: immobili.

    E fino all’ultimo istante appaiono indifferenti all’arrivo della barca . Ma all’ultimo istante, volgendo la testa all’indietro come per rispondere a un richiamo, aprono lentissimamente le ali: quando le penne remiganti si separano dal loro vertice - dal tiepido ventaglio-, catturano il vento, s’impadroniscono del tempo, si lasciano sollevare in uno o due volteggi come candidi trofei.

    Solo allora, stagliati nell’azzurro, lanciano uno strido e con un battito d’ali… planano.

    Ecco inizia il racconto in un viaggio che ha il gusto della memoria.

    Continua ...
  • Il Filmato

    Allora nel rito del ricordo degli antici mestieri che il gabbiano incontra: la gestualità dello squeraiolo, come riprende Marin nella sua poesia: la mano callosa, nodosa ma precisa e decisa che, con secolare precisione segna, scolpiscono e sconfigge il legno allineando le gelide assi di legno scese in laguna dalle dolci ma fredde acque della gelata montagna, modellando col calore del sole e della fantasia la barca, la batela, finchè al calar del sole si sposa con il mare.

    Una festa per tutti.

    Allora quasi a corona il gabbiano, i gabbiani, si alzano in cielo sempre più in alto, sempre più su in un altro mondo, tutt’uno con il cielo; e solo la loro presenza definisce quegli spazi…eterni e la barca taglia l’onda figlia della fatica degli squeraioli padroni di strumenti semplici , antichi quasi, quasi goffi e ridicoli.

    La barca si spinge in laguna, faticoso ma armonioso il gesto del pescatore che accarezza l’acqua con il remo forgiato da quelle mani esperte di chi poche volte ha affrontato il mare ma che lo conosce quasi come il pesce che ritrova la propria natura.

    Comunque sul mare non si è mai veramente soli; la laguna argentea, quei continui, minimi e variati rumori da decifrare impongono un approssimato dialogo.

    Ed è il gabbiano a guidarci.

    Le isole , anche senza far caso alle aree che appaiono e scompaiono secondo le maree, sono tante; il viaggio delicato, elegante del gabbiano reale, dell’ala de vita le sfiora e le trascura superficiale, sbadato come un percorso quotidiano che ci fa arrivare alla fine degli anni, nel segno del ricordo senza conoscere la strada.

    Seguire il pescatore, le sue mani esperte che addomesticano la ”batela”, guidando il remo tra i canali, tra una secca l’altra, costeggiando le reti stese per i cefali, passando sopra le alghe bionde sospese dalla corrente come chiome fluenti. Arrivando all’isola, la piccola mota con sopra la casa costruita con fango e canna modellata ancora dal taglio preciso di mani esperte. Mani che accarezzano il bimbo che gioca con la sua lenza, che si diverte a far danzare la pietra sull’onda, al padre che con gesti antichi quanto il mondo “lesca ‘l parangal” quel rosario di ami disposto in cerchio che, con qualche preghiera in mare, fornirà la vita per la famiglia.

    Continua ...
  • Il Filmato

    Dopo la pesca le mani del pescatore reggono un branzino: le scaglie scintillano nel chiaroscuro mutano impercettibilmente all’occhio del sempre presente gabbiano, grazie al sole di fuori e alla morte di dentro  in un sussulto di confini.

    Allora quel pesce diventa il centro dell’attenzione grazie alle mani esperte della nonna sposerà aglio , olio, aceto, pepe  e sale in quel “boreto” ( piatto tipico gradese)  pronto a sposare la benedetta polenta bianca, figlia della vicina campagna friulana, che un filo di rete bianco ha diviso in parti uguali non prima che il segno della croce abbia benedetto il pasto.

    Quel pesce che raduna attorno al tavolo l’intera famiglia, la mamma dalle mani forti ma delicate che ha smesso da poco di risciacquare i panni salati del marito, il pescatore che dolcemente accarezza il capo del figlio prima di impugnare la boccia del vino per il nonno che attende accanto al fuoco del scoppiettante del camino e tutti si danno canonicamente appuntamento attorno al tavolo.

     La notte corre, le nuvole avvolgono la laguna e il cacciatore arma il suo fucile …pam pam interrompe il volo dei bugulini pronti a offuscare, seguendo il refolo caldo del vento l’immobile  luna, con il loro volo: le schioppettate allarmano soltanto i pochi stranieri che hanno da poco scoperto il mondo di fango, mare, sale, che è la laguna.

    L’alba.

    L’occhio del pescatore è limpido, fiero lui sa dove  e come portare la barca.

    La sua tranquilla vogata a remi incrociati da sicurezza.

    Non gli sfuggono due punti di sabbia dorata dove gettare le sue reti, accanto la spiaggia, sotto i raggi della luna che saluta la notte e del sole che sbadiglia, è bianca di luce, di conchiglie, di onde e di nidi di gabbiani.

    Le mani sicure gettano le reti. “mani nodose di pescatore, nodi nel legno delle barche o nelle tavole dove sono stati rovesciati i pesci da poco pescati, nodi delle reti che si tuffano nell’acqua o delle funi che ormeggiano una barca … Quelle mani pazienti e nodose assomigliano alla ruvida bontà dei vecchi alberi; alla vita antica di laguna suggerisce un’arte attenta alle cose, che si pone al servizio delle realtà”. 
    ( C: MAGRIS)

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  • Il Filmato

    Il ritorno con il sole del nuovo giorno

    l ‘ala de vita si alza altissima in cielo scorre leggera sopra isole, canali, rii, per sfiorare il campanile dell’isola di Barbana incastonato nel cuore della laguna ad est dove la cupola ed il campanile spuntano da folto verde specchiandosi in mare.

    A Barbana,  secondo la leggende la Madonna con la sua mano aperta pronta ad offrire aiuto ha salvato dalla tempesta i pescatori, mani nodose come le loro ruvide espressioni spesso annegate dal vino rosso.

    Un volteggiare sopra il campanile, un secondo per spiccare un volo a ritroso verso sud, verso il campanile, su, su quella punta dove l’Anzolo di San Michele da secoli ruota in cima alla basilica di Santa Eufemia, con ali ampie e fluttuanti, sfrangiati lembi di nuvola con il braccio e l’indice protesi ad indicare la direzione del vento. Per la sicura mano che guida il timone

    Un volteggio, un giro, ancora un mezzo volteggio tra i tetti, tra calli e campielli che sembrano un labirinto e il gabbiano entra nella secolare basilica dove l’acquasantiera accoglie la mano insicura della madre che attende il marito e il figlio in mare per la pesca. Con grande rispetto si avvicina alla statua della Madonna degli angeli per donare quel cero che ha il profumo della preghiera e della speranza, quelle mani che si uniscono in profonde ma semplici preghiere dal canto modulato mentre dall’altare, austero il gesto dell’arciprete che benedisce e rassicura chi attende, il suo canto patriarchino custodisce il senso dell’antichità e della religiosità di quelle tessere del mosaico che raccontano la vita di una comunità. Quelle onde che raccolgono il mare e la laguna tanto che il gabbiano, sentendosi a casa, nel suo mondo riprende il volo.

  • La Critica

    Poche, anzi , rarissime volte le immagini raccolgono il senso della vita di un mondo, di una comunità che nel rispetto dei ricordi si apre al grande mondo. La precisione della tecnica di ripresa, il gusto delle musiche e delle decise scelte fotografiche consegnano una storia che tutti avrebbero voluto raccontare in una semplicità ( uno dei punti qualificanti del cortometraggio) che fa dell’arte un’armonia musicale.

    Mani, nodose che segnano il legno , che accarezzano il figlio, segnano il mare con il remo , hanno il calore di chi pesca, di chi prega, di quanti, nel rispetto dei secoli abbracciano il mare con il legno della barca,. Un bianco e nero che ha il sapore dell’arte vera , che raccontano, nel silenzio, interrotti soltanto da qualche ben calibrato accenno poetico tratto dalla elevata poesia di Biagio Marin, il cantore di questo microcosmo, un mondo unico che dal piccolo si apre al grande, all’ Universo.

    Un’immagine che colora, nel suo delicato equilibrio di bianco nero, una poesia delicata continua come il volo del gabbiano il cui occhio attento non perdona imprecisioni e difetti di un mondo estremamente semplice, alle volte misterioso. Non misteriosa invece la classe della regia condotta con un armonico gusto della realtà, della proposizione armonica che raccoglie musicalità dai versi poetici. La composizione fotografica assume alle volte il tratto di una narrazione wagneriana dove il ripetersi del tema presenta e rappresenta luoghi e personaggi nelle diverse situazioni.

    La rapidità del volo del gabbiano impone un ritmo che segnato dal gesto dello squaraiolo che lavora il legno, dal ripetersi dell’affondare del remo in acqua, dal cacciatore che con precisione arma il suo ferro e abbatte il volo astuto dei “bugulini”.

    Ala de vita rispecchia la realtà alla pari della fantasia dell’occhio monocromatico del gabbiano, specchio di una voglia di ricordi che rispondo al gesto, allo sfiorare, al tuffo, alla carezza dell’ala del gabbiano che incontra la amara e salata acqua del mare di laguna, elemento essenziale della vita di quanti nascono in una terra accerchiata dal mare, un’isola lontana da tutto dove tutto è vicino anche il cielo …in bianco e nero.

    Gianni Maran, regista ma soprattutto vero artista ha il gusto e l’eleganza del pittore dalle mani esperte che pennellano una tela trasformandolo in un quadro dai profumi ed i sapori indiscutibilmente veri ma che sono altrettanto indubbiamente reali, vivi, che racchiudono in se stessi il tratto rispettoso della storia, delle tradizioni, dell’arte, della cultura di un mondo semplice e allo stesso complesso, ricco di chiaroscuri ma avvolto dai colori e dal colore che che ricorda .

    il battito dell' ala di gabbiano, un’ala de vita...

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